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La crisi finanziaria internazionale ha messo in ginocchio l’economia americana, che ora potrebbe risentire duramente di qualsiasi shock esterno. A togliere il sonno agli economisti d’Oltreoceano, però, non sono ne’ il crollo di Dubai World, ne’ la rivalità con il colosso cinese, ne’ tantomeno l’aumento della disoccupazione o le nuove dinamiche inflazionistiche. A preoccupare gli Americani sembra essere piuttosto un grosso pesce.
Si tratta della carpa asiatica gigante, una specie originaria della Thailandia importata negli anni Settanta in Arkansas dagli itticultori che intendevano sfruttarne l’incredibile voracità per tenere puliti gli allevamenti di pesce gatto. Presto alcuni esemplari sfuggirono alle reti che proteggevano gli allevamenti e, complici le alluvioni degli anni Novanta, hanno raggiunto il fiume Mississippi dove oggi si sono moltiplicati e prosperano.
La carpa asiatica può raggiungere i 40 kg di peso e divora quantità di plancton e piccoli pesci pari al 40% del proprio peso. Già oggi ha severamente danneggiato l’ambiente fluviale ed è considerata una iattura dai pescatori – e non solo, dato che si tratta di un pesce capace di saltare oltre due metri fuori dall’acqua e spesso colpisce gli ignari turisti in gita in barca.
Si è già arrivati al punto che i guardacoste periodicamente disseminano le acque di una tossina letale per limitarne la diffusione. Il pericolo, tuttavia, è che le carpe riescano a raggiungere i Grandi Laghi al confine col Canada e a devastarne la fauna marina, che rappresenta una risorsa preziosissima per la pesca, attorno a cui ruota un giro d’affari di circa sette miliardi di Euro. Per fermarle, sono state piazzate delle reti elettriche, ma sembra che possano non bastare. Ora le autorità pensano di bloccare i punti di accesso dal fiume ai laghi: il provvedimento, però, bloccherebbe anche i trasporti fluviali, essenziali per l’economia. Insomma, il peggio sembra inevitabile, per colpa di un pesce che, in Asia, è addirittura considerato un portafortuna…
Fonte blog.panorama.it
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