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Portavoce del governo di Bangkok: aiuti chiesti dalla giunta
Rangoon, 5 mag. (Ap) - La Thailandia invierà oggi in Birmania un primo aereo con gli aiuti di emergenza chiesti dalla giunta militare. Almeno 350 persone sono morte e migliaia di abitazioni sono state distrutte dal ciclone Nargis che si è abbattuto lo scorso fine settimane sulla zona meridionale del Paese.
Stando a quanto precisato da un portavoce del governo di Bangkok, Wichianchote Sukchotrat, la giunta birmana ha chiesto aiuti alimentari, medicinali e attrezzature per la ricostruzione. Inoltre, il ministero degli Esteri birmano ha convocato per oggi una riunione con gli Ambasciatori stranieri, facendo prevedere una richiesta di assistenza ad altri Paesi. I gruppi di dissidenti fuggiti dalla Birmania hanno chiesto alla giunta militare di autorizzare l'intervento delle organizzazioni umanitarie internazionali, denunciando l'inadeguatezza dei mezzi a disposizione del Paese, da anni sotto sanzioni, a far fronte a tali emergenze. La giunta è sempre stata restia a consentire l'ingresso in Birmania di organizzazioni straniere, a fronte delle critiche venute dalla comunità internazionale per il mancato rispetto dei diritti umani e la repressione usata contro gli oppositori politici, tra cui la Lega nazionale per la democrazia di Aung San Suu Kyi. Sono cinque le regioni dove è stato dichiarato lo stato di calamità naturale, nella zona sud-occidentale el Paese. Colpita anche l'ex capitale Rangoon, città che conta circa 6,5 milioni di abitanti, dove gli abitanti più anziani sostengono di non aver mai visto tanta devastazione. Alcuni abitanti lamentano inoltre il mancato aiuto da parte delle forze dell'ordine: "Dove sono tutte queste persone in uniforme sempre pronte a picchiare i civili? - ha detto un autista di risciò sotto anonimato - dovrebbero venire fuori in forze e aiutarci a ripulire e a ripristinare l'elettricità". Da due giorni la città è senza acqua potabile ed elettricità. Delle 351 vittime, 162 vivevano nell'isola di Haing Gyi, al largo della costa sud-occidentale del Paese, stando a quanto precisato dall'emittente tv Myaddy. Molte altre persone sono decedute nella zona del delta del Irrawaddy, il fiume che attraversa da nord a sud il Paese prima di sfociare nel Mar delle Andamane, nell'Oceano Indiano. "Il delta dell'Irrawaddy è stato colpito in maniera molto seria non solo a causa del vento e della pioggia, ma anche di una forte tempesta - ha detto il cordinatore degli aiuti umanitari Onu, Chris Kaye, a Rangoon - ci hanno detto che i villaggi sono stati completamente distrutti". Stando a quanto riferito dall'emittente tv Myaddy, è andato distrutto il 75% degli edifici della città di Labutta, nell'Irrawaddy. L'Onu sta progettando di inviare una squadra in ricognizione per accertare l'entità dei danni e degli aiuti necessari, dopo che saranno state liberate le strade. Improssibile al momento qualunque contatto telefonico. notizie.alice.it |